Le contraddizioni della fragilità

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From Thu 9 September 2021 to Sat 6 November 2021
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Le contraddizioni della fragilità
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Firenze - 09/09/2021 : 06/11/2021
La galleria Eduardo Secci è lieta di presentare negli spazi espositivi di Firenze, dal 9 settembre al 6 novembre 2021, la mostra collettiva Le contraddizioni della fragilità, a cura di Angel Moya Garcia.
Informazioni
Luogo:
EDUARDO SECCI FIRENZE
Indirizzo:
Piazza Goldoni, 2 - Firenze - Toscana
Quando:
dal 09/09/2021 - al 06/11/2021
Vernissage:
09/09/2021 ore 16
Curatori:
Angel Moya Garcia
Generi:
arte contemporanea, collettiva
Orari:
lunedì - sabato, 10.00 - 13.30 / 14.30 - 19.00
Uffici stampa:
THE KNACK STUDIO
Comunicato stampa
La galleria Eduardo Secci è lieta di presentare negli spazi espositivi di Firenze, dal 9 settembre al 6 novembre 2021, la mostra collettiva Le contraddizioni della fragilità, a cura di Angel Moya Garcia, con Diana Al-Hadid, Alejandro Almanza Pereda, Andrea Galvani, José Carlos Martinat e Matthew Ritchie.
Lambito di indagine della mostra si incentra sulle varie declinazioni in cui emerge il concetto stesso di fragilità, scrutando le contraddizioni che possono celarsi nella sua definizione attraverso lanalisi di alcuni tra i diversi contesti in cui viene applicato il termine: sociali, culturali, economici, scientifici e filosofici
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Una serie di accezioni e interpretazioni in cui spesso la fragilità viene considerata come una qualità spregiativa che ci indirizza verso il dubbio e lincertezza, il fallimento e la sua accettazione o la debolezza delle nostre convinzioni. Questo atavico e ipotetico antagonismo, causato da una netta opposizione tra fragilità e stabilità, viene messo in discussione nella mostra attraverso levidenza della superficialità?di certe considerazioni categoriche e i pregiudizi dei nostri principi nel rincorrere unobiettività assoluta che ci consenta di raggiungere una solidità emotiva, cognitiva e identitaria definitiva.
Diana Al-Hadid (1981, Aleppo), le cui opere sono spesso realizzate in scala monumentale, utilizza diversi media servendosi di una tecnica di stratificazione sia materiale che nelle accezioni culturali, da lei stessa definita a metà tra un affresco e un arazzo. La sua poetica porta losservatore a muoversi lungo un labile confine fra citazione e immedesimazione, memoria e contemporaneità, in un inesauribile senso di contrasto e perciò di rinnovamento e messa in discussione.
Destabilizzante e informata delle proprie origini è anche la pratica di Alejandro Almanza Pereda (1977, Città del Messico), il quale manifesta un profondo interesse concernente la percezione dei concetti di pericolo e rischio nelle differenti realtà culturali. La materialità è una sua costante che viene declinata attraverso la creazione di oggetti concettualmente e fisicamente azzardati. Queste giustapposizioni trasmettono un senso di tensione con specifiche indagini sui temi della fragilità, valore, peso e potere.
La multidisciplinarietà caratterizza larte di Andrea Galvani (1973, Verona), artista in grado di spaziare dalla fotografia al video, dal disegno alla scultura, fino al suono, allarchitettura installativa e alla performance. Tramite tale approccio, indaga le relazioni fra diverse corrispondenze dialettiche, quali fragilità e monumentalità, temporalità e continuità, visibilità e invisibilità. Il suo lavoro estende le prospettive consuete dal piano individuale a quello collettivo, contestualizzando lesperienza umana allinterno dello spazio geologico, dei cambiamenti cosmici e delle trasformazioni sociali.
La produzione di José Carlos Martinat (1974, Lima) è dettata da stretti legami con lambiente sociale, culturale e politico dellAmerica Latina. Muovendosi fra diversi generi, concepisce una serie di lavori che ha come fonte i graffiti, dei quali si appropria estraendoli dai luoghi dorigine, dandogli nuova vita come opere darte. Nella loro monumentale fragilità, mantengono la tensione emotiva che li ha generati. Linstabilità intrinseca della loro natura creativa, si rispecchia nel limbo di sogni, false promesse e corruzione della classe politica e nella conseguente reazione popolare.
Matthew Ritchie (1964, Londra) radica la propria pratica pittorica e installativa nei linguaggi della scienza, sociologia, antropologia, mitologia e storia dellarte, descrivendo generazioni di sistemi, idee e le loro relative interpretazioni in una sorta di ragnatela celebrale. Lartista concretizza teorie di informazioni effimere e intangibili in una forma gestuale unica e riconoscibile, che enfatizza soprattutto le tracce della presenza umana.
In questo modo, la mostra si propone come un tentativo di scardinare quelle dialettiche perentorie per arrivare a un compromesso in cui i quotidiani cambi di paradigmi, le sistematiche discussioni sui principi assodati e i continui dibattiti convivano, seppur in bilico, e siano in grado di contrastare lunilateralità di cosa è la fragilità. Un processo che viene evidenziato dagli artisti coinvolti attraverso unestrema attenzione alla stratificazione dei materiali, alla soggettività della percezione, alla trasformazione costante della conoscenza, alle tensioni negli ambienti sociali, culturali e politici e, infine, a una modalità che veicola e consolida laccettazione della relatività, leffimerità e lambiguità delle nostre convinzioni.
La mostra collettiva sarà visibile anche on-line con lintroduzione del curatore Angel Moya Garcia: www.eduardosecci.com/it/exhibitions/53-le-contraddizioni-della-fragilita.
Angel Moya Garcia è curatore e responsabile della programmazione del Mattatoio a Roma.
Diana Al-Hadid (1981, Aleppo, Siria) vive e lavora a New York.
Alejandro Almanza Pereda (1977, Città del Messico, Messico) vive e lavora a Guadalajara.
Andrea Galvani (1973, Verona, Italia) vive e lavora a New York e a Città del Messico.
José Carlos Martinat (1974, Lima, Perù) vive e lavora a Lima.
Matthew Ritchie (1964, Londra, Inghilterra) vive e lavora a New York.
Eduardo Secci è stata fondata nel 2013 a Firenze e da giugno 2021 ha sede anche a Milano. Entrambi gli spazi presentano un doppio programma, che alle mostre della galleria affianca le proposte espositive di NOVO, il project space votato alla ricerca e alla sperimentazione di giovani artisti.
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