Il ritrattista _ Carlo Buccheri incontra i lettori

Friday  8 April  2016  6:30 PM
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Last update 09/04/2016
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Il protagonista è Alfio Cafiero, giovane di origini pugliesi. La città è Milano, dove si svolge tutta la storia. Il tempo è il presente, con tanto di Expo e di crisi economica. Alfio aspira a diventare un giornalista, ma per ora si deve accontentare di uno stage malpagato presso il Corriere della Sera, dove ad avviarlo al mestiere c’è un anziano barone della carta stampata, capace sia di risposte taglienti che di aperture di inaspettata umanità. Alfio è un trentenne che sa prendere la vita di petto. Per indole è portato ad accantonare la malinconia per far emergere il lato comico e tragicomico delle cose. Insomma, lui alla riflessione filosofica preferisce la battuta, peculiarità che dà al romanzo un carattere molto originale per ritmo e divertimento. L’umorismo non lo abbandona anche quando si trova a rispondere al telefono della redazione e a parlare direttamente con l’assassino seriale che nel giro di pochi giorni sta organizzando omicidi paradossalmente congegnati: cadaveri acconciati nei modi più bizzarri che portano indizi ricorrenti.
Sui luoghi del delitto, che spaziano per tutta la città, si ritrovano ogni volta i tre ritrattisti: giornalisti di testate importanti da cui l’assassino pretende un ritratto che metta in luce la sua personalità, spinta a uccidere per sanare un dolore che secondo lui non può trovare altra vendetta che nella morte altrui. Tra i giornalisti scelti c’è anche Alfio Cafiero, che instaura suo malgrado un rapporto privilegiato col killer, il quale sembra puntare sempre più su di lui per ottenere il ritratto migliore.

A scandire il ritmo della storia ci pensa la quotidianità movimentata del nostro stagista, presto affiancato da tre aiutanti parecchio fuori dagli schemi: il casanova Mauro Tassetto, insegnante di religione pensionato anzitempo e ora libero di dedicarsi all’abbordaggio e al bivacco nei bar di Corso Sempione, la sua coinquilina Rosita e un estroso filosofo da strada soprannominato Diogene.

“I patti sono questi: io ti dico dov’è il cadavere,
tu ci vai, fai le tue valutazioni, poi il giorno
dopo ci scrivi un pezzo.”
“E perché dovrei farlo?”
“Perché voglio avere un bel ritratto. Devi essere
un fottuto Caravaggio, lavorare con la luce.
Voglio diventare un personaggio da romanzo.”

Carlo Buccheri è nato a Milano, dove vive e lavora come insegnante, prima di diritto e economia poi di lettere. Ha scritto testi comici per la televisione e nel 2013 con lo pseudonimo D. Goffman ha scritto per BUR Rizzoli “Sopravvivere al Natale con l’intelligenza emotiva”. “Il ritrattista” è il suo primo romanzo.

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Betti Arletti Commento inserito tramite Facebook
-- 08/04/2016 15:41
mannagg sono ancora qui
Betti Arletti
-- 08/04/2016 15:41
...mi sa che non ce la faccio qs volta Carlo! !
Nando Liconso
-- 08/04/2016 15:41
Non riesco Carlo mi spiace, spero ne farai un'altra.

Ilaria Norsa Commento inserito tramite Facebook
-- 02/04/2016 06:48
We would have loved to come but we fly back to London on the 8 th ... Feel proud of yourself what an achievement ! Big love from us xx
Monica Ferrari
-- 02/04/2016 06:48
Carlo Buccheri questa era per te😘
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