PrimiGenius: Return to Origins. Mir-KO Guardabassi a cura di Antonio E.M. Giordano

PrimiGenius: Return to Origins. Mir-KO Guardabassi a cura di Antonio E.M. Giordano
Sat 31 August 2019
Saturday 31 August 2019
5:00 PM
Ended

Primigenius significa “originario” e in questa mostra site specific nella Rocca di Passignano sul Trasimeno Mirco Guardabassi, classe 1978, intende ritornare alle origini, agli anni Ottanta della sua infanzia, in vacanze familiari trascorse sulle rive del lago: luogo magico dove il gioco preferito era la lavagnetta della pixel art, la sua prima forma di espressione artistica. Come molti bambini, sperimentò le prime forme di scultura bidimensionale inserendo i policromi chiodini di plastica nei fori, per dar sfogo all’immaginazione o fantasia, raffigurando un fiore, un’automobile, una barca in modo semplificato ma efficace e appagante per la creatività del piccolo artista in erba.

Per Pixel art s’intende una tecnica d’arte digitale nata negli anni Ottanta per costruire immagini che, partendo dal pointillisme (puntinismo) di Seurat e Signac, non usa il pennello ma il computer con un software di grafica raster. Suoi fautori sono i nostalgici dei giochi anni ’80, quando le ridotte risorse grafiche di videogiochi e pc limitavano la creazione di immagini a pochi colori per facilitare il download dal web.

La Pixel art, quando nasce nella grafica, ancora assai semplice, usa grandi pixel e immagini poco definite, poi sempre più nitide per la maggiore risoluzione, con la progressiva riduzione e scomparsa dei pixel. Il ritorno alla Pixel art è stato interpretato come nostalgia per l’ottimismo di quegli anni dall’economia trainante, con grandi speranze e yuppies, celebrati anche dal cinema dei Vanzina. In questa società delle griffe e delle limousine stridono però i contrasti sociali tra i ruoli dell’upper class e quelli dei ceti subalterni, emarginati dalla produzione e dai profitti della società capitalistica e consumistica.

Per Mirco Guardabassi, che già nei propri nomi mira o guarda verso il basso (Mir-KO), la denuncia sociale acquisisce una dimensione ludica espressa nella scultura lignea Olea ludica, nella quale il tronco di ulivo è decorato da fori e con fiori e foglie formati da chiodi, rendendo omaggio alla tecnica pixel art.

Le opere realizzate per la mostra di Passignano sono così un tributo a questa tekné anche perché costituiscono la sfida di adattare una sfaccettatura irregolare a una sutura: il vulnus/ferita/cicatrice cucita, segno caratteristico e vera firma dell’autore. Una sfida che comprende appunto la già citata scultura lignea, 6 grafiche di suture, particolari o dettagli della "tela madre", una grande sutura pixelata. Inoltre all'uscita della sala interna nella Rocca una lavagnetta pixel art invita i visitatori a disfare o migliorare il lavoro di chi lo ha preceduto, fotografandolo e inviandolo in apposite pagine sui social.  All'esterno della Rocca le sculture in alluminio Aphrodite, Tsunami e Minerva dialogano con la Natura e con l’acqua lacustre auspicando, per la sempre più urgente salvezza dell’umanità e del pianeta, un ritorno alle origini.

Antonio E.M. Giordano

83200 Views - 01/09/2019 Last update
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Piazzale Eduardo Acton, Passignano sul Trasimeno, 06065, Umbria, Italia


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